La malattia del fotografo: G.A.S. (Gear Acquisition Syndrome)

Qualche tempo fa, leggendo il Blog di Eric Kim mi sono imbattuto nel reblog di questo articolo: F$%K GAS. Ho capito allora di esserne affetto. Ho cercato allora di capire come uscire da questo tunnel. Ti racconto quindi come ne sono “uscito” o meglio come ne sto uscendo.

The Leica M9 Titanium

Quante volte ho pensato: “se avessi quel 85 f/1.4, che ritratti che farei” o “se avessi quel filtro ND, riuscirei a fare scatti alla Kenna” ecc… . In parte sarà anche vero ma è anche vero che tutto quello che facciamo, se guidato da un esigenza di continuo miglioramento e ricerca, ci porterà a sentire costantemente l’esigenza di acquistare materiale, sempre più “performante” sempre più costoso e… sempre più INUTILE!!. Ho capito che questo spreco di soldi è sbagliato e che se voglio davvero migliorare (e divertirmi) devo puntare sui contenuti e non sul contenitore. Ho poi capito che questo accumulo di attrezzatura ha poi un piccolo quanto devastante effetto e cioè ci fa rimandare lo scatto a quando avremo il giusto obiettivo, corpo, filtro, borsa ecc… e quindi mi chiedo: ” ma i fotografi non fanno le foto?? “. Allora sono uscito e mi son detto: SCATTA!!! SCATTA,SCATTA, SCATTA!. Chiaro? 😉

Voglio precisare che non sono un fondamentalista e credo che il voler uscire dalla sindrome sia un modo come un altro per capire con se stessi cosa si vuole tirar fuori dal mezzo chiamato fotografia. E’ secondo me molto educativo il cercare di sfruttare fino al midollo la propria attrezzatura, fino ad arrivare al limite reale del suo utilizzo. Un esempio classico è quello della focale. Non sempre abbiamo la focale giusta per riprendere un soggetto e quindi cosa facciamo? compriamo un tele o facciamo qualche passo avanti? NO! non compriamo il tele… come ho sentito e letto molte volte, una delle attrezzature più importanti del fotografo sono le scarpe e quindi muoviti, avvicinati, cambia angolo e vedrai che il tele non ti servirà più. Questo purtroppo ha un limite e quindi arriverai al reale limite di utilizzo dei tuoi obiettivi di focale più lunga. Allora saprai quale focale di tele ti è più congeniale, non comprerai un 600 mm se non ti serve fare reportage naturalistici nella steppa siberiana alla ricerca del particolare animale stando appostato a 2 km per non disturbarlo… , capito cosa intendo?

Una leva per me molto vantaggiosa al fine di uscire dalla GAS è l’emulazione dei grandi maestri. Molti consigliano, giustamente, di acquistare libri fotografici (scatti e non parole). Io oltre ad acquistare libri fotografici per avere dei riferimento autorevoli penso anche che l’attrezzatura che abbiamo oggi è di gran lunga più performante rispetto a quella dei grandi. Quindi se loro sono riusciti a fare quegli scatti, perchè io non dovrei farcela?. Questo pensiero secondo me scatena un effetto a valanga che permette di lasciare per strada anche alcuni bisogni, penso al bokeh estremo, la nitidezza a tutti i costi o l’apertura alla noctilux, permettendoci ancora una volta di tornare sui contenuti.

Bene. Adesso che hai capito, spero tu riesca a metterti la macchina fotografica al collo o in borsa, pronta per scattare con l’obiettivo che hai e con le condizioni che hai, per il motivo che senti. Vedrai che in realtà ogni scatto ti farà fare un passo avanti verso il tuo traguardo e cioè esprimere quello che senti attraverso la fotografia e non giocare a chi ha lo zoom più lungo 😉

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